9 consigli per fare esercitare i tuoi figli

Ci sono giorni in cui l’energia dei bambini sembra infinita, e altri in cui basta nominare “sport” per farli sparire dietro al divano. La differenza, quasi sempre, non è la forza di volontà, è la sensazione: se l’attività fisica sa di gioco, la cercano loro. Se sa di compito, la evitano.

Il punto di partenza, farli muovere senza farlo pesare

Quando penso a come far esercitare i figli, mi torna sempre in mente una regola semplice: divertimento prima di tutto. La tecnica arriva dopo, la costanza nasce dall’entusiasmo. E, soprattutto, meglio un po’ ogni giorno che “tutto e subito” una volta a settimana.

9 consigli pratici che funzionano (davvero)

  1. Fagli respirare lo sport fin da piccoli (senza aspettative)
    Tra i 2 e i 3 anni basta familiarizzare con l’ambiente, un campo, una pista, uno spazio aperto, e una palla da spingere coi piedi. A 4 e 5 anni il trucco è celebrare ogni micro gesto, un tiro, due palleggi, una corsa “fin lì”, così lo sport diventa una storia felice, non una verifica.

  2. Scegli attività varie e leggere, come l’atletica
    Corsa a ostacoli improvvisati, salti, lanci da fermo con una pallina morbida, staffette. Lezioni brevi (circa un’ora), 2 o 3 volte a settimana, con pause frequenti: è un modo naturale per costruire abilità motorie e incanalare energie.

  3. Punta su salti e corse brevi, stile “sfida lampo”
    La corda per saltare, la corsa coi sacchi, il salto in lungo “oltre la linea”. Funzionano perché sono intense e brevi: 5 o 10 minuti fatti bene, poi si cambia gioco. Così alleni coordinazione e ritmo, senza noia.

  4. Trasforma la corsa in un percorso, non in un giro monotono
    In un parco con colline e prati puoi alternare tratti veloci, salite, discese, slalom tra gli alberi, piccole arrampicate sicure. Questa varietà allena agilità, resistenza e controllo del corpo senza che se ne accorgano.

  5. Quando sei in casa, usa la fantasia degli animali
    Camminare come un pinguino (gambe unite, ginocchia dritte), “galoppare” come un cavallo a quattro zampe, strisciare come un serpente usando gomiti e pancia. Anche costruire una capanna di cuscini da attraversare strisciando è un mini allenamento completo, e sorprendentemente faticoso.

  6. Non forzare, ascolta le preferenze (e accetta i cambi di rotta)
    Verso gli 8 o 9 anni emerge il gusto personale. Lasciare scegliere lo sport, e anche cambiarlo ogni anno se serve, riduce frustrazione e rischi di sovraccarico. Evita pressioni, paragoni e commenti davanti ad allenatori o compagni: la motivazione è fragile, va protetta.

  7. Abituali allo sforzo con giochi di squadra, non con “giri di campo”
    Prova relay, “porta il messaggio”, staffette a coppie, caccia al tesoro a tempo. Sono modi intelligenti per allenare velocità e tenuta, senza trasformare lo sforzo in punizione. E se sbagliano, meglio una risata e un reset, non un rimprovero.

  8. Inserisci forza e stretching, ma a misura di bambino
    Due volte a settimana, anche 30 minuti, possono bastare: squat, affondi, saltelli, piegamenti semplificati, poi stretching dolce. La parola chiave è progressione: pochi esercizi, fatti bene, variandoli nel tempo. Il corpo cresce, l’obiettivo è sostenerlo, non “spingerlo”.

  9. Coinvolgi la famiglia e rendi visibile il movimento
    Acchiapparello, nascondino, camminate con piccole missioni (“contiamo i passi fino alla cucina”, “chi fa più saltelli in 20 secondi”). Quando si muove tutta la famiglia, il bambino non si sente “quello che deve allenarsi”, si sente parte di un rito.

Una mini bussola per non perdere la strada

  • Poco e spesso batte tanto e raramente.
  • Varietà batte ripetizione.
  • Autonomia batte imposizione.

Alla fine la risposta è questa: far esercitare i figli non significa “farli allenare”, significa costruire un’abitudine che profuma di gioco. E quando lo sport diventa un posto sicuro, ci tornano volentieri, anche nei giorni storti.

Redazione Gavardo News

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