Ti è mai capitato di accarezzare il tuo gatto e sentire che la pancia è più gonfia del solito, quasi come se fosse “piena” o tesa? È una di quelle cose che ti fanno fermare un secondo, perché può essere banale, ma anche il primo campanello di qualcosa che va capito in fretta. La buona notizia è che, con un po’ di osservazione e il supporto del veterinario, nella maggior parte dei casi si arriva a una risposta chiara.
Prima domanda: gonfiore “lento” o gonfiore “improvviso”?
Questo è il bivio più utile.
- Gonfiore graduale (settimane o mesi): spesso legato a obesità, stipsi, o a situazioni come gravidanza.
- Gonfiore improvviso (ore o pochi giorni): più sospetto per liquido in addome, problemi agli organi, traumi, o altre condizioni che richiedono controllo rapido.
Se puoi, pensa anche a com’è la pancia al tatto: morbida, “palloncino”, dura, dolorosa.
Le cause più comuni (e come riconoscerle)
Qui sotto trovi le possibilità più frequenti, con i segnali tipici. Non è una diagnosi, ma una mappa per orientarsi.
Obesità
Il gonfiore appare “uniforme” e cresce lentamente. Spesso noti letargia, minor voglia di giocare, fatica a saltare, o difficoltà a pulirsi bene. In questi casi la pancia non è per forza dura, è più un aumento generale di volume.Gravidanza
Nelle femmine non sterilizzate, l’addome può ingrossarsi in modo progressivo. Di solito il gatto sta abbastanza bene, magari cambia appetito o diventa più tranquillo. Se hai dubbi, una visita con ecografia chiarisce rapidamente.Parassiti intestinali
Nei gattini e nei gatti non regolarmente sverminati, i vermi possono dare la classica “pancia a botte”. Spesso si accompagna a diarrea, crescita lenta, inappetenza, o presenza di elementi sospetti nelle feci. Anche a digiuno la pancia può restare gonfia.Stitichezza o megacolon
Se la lettiera racconta una storia strana, pochi bisogni, sforzi inutili, feci dure o assenti, questa pista diventa molto concreta. Il gatto può avere dolore addominale, vomito, disidratazione e un’aria “infastidita”. Nel megacolon la situazione può diventare cronica e richiede gestione veterinaria mirata.Infezioni e versamento addominale
Alcune malattie infettive possono portare a accumulo di liquido nell’addome, la cosiddetta ascite. In quadri come la peritonite infettiva felina (FIP) possono comparire febbre, dimagrimento, apatia, anemia, vomito o diarrea. Qui è fondamentale non aspettare.Tumori o masse interne
Più frequenti nei gatti anziani, possono dare un addome che si ingrossa e talvolta diventa duro. Spesso ci sono perdita di peso, calo dell’appetito e stanchezza. Anche in questo caso, ecografia ed esami del sangue sono passaggi chiave.Altre possibilità
Allergie alimentari (spesso con prurito o disturbi cutanei), flatulenza, emorragie interne dopo trauma, torsioni o perforazioni. Non sono le più comuni, ma alcune sono urgenti, soprattutto se il gonfiore è rapido e il gatto sta male.
Segnali d’allarme: quando andare subito dal veterinario
Se noti uno di questi, meglio non “vedere domani”:
- Gonfiore improvviso o in rapido aumento
- Pancia tesa, dura o molto dolorosa al tatto
- Letargia, nascondersi, respirazione strana, gengive pallide
- Inappetenza marcata o perdita di peso inspiegabile
- Vomito ripetuto, diarrea importante, febbre
- Sforzi in lettiera senza risultato, o evidente dolore durante i bisogni
Cosa puoi fare a casa (senza perdere tempo prezioso)
Piccole osservazioni aiutano il veterinario più di mille ipotesi:
- Controlla appetito, acqua bevuta e livello di energia
- Osserva la lettiera (feci, frequenza, sforzi)
- Scatta una foto del profilo dell’addome oggi e tra 24 ore
- Non somministrare lassativi o farmaci umani “per provare”
I rimedi casalinghi hanno un ruolo limitato. Anche un semplice cambio dieta, utile in alcuni casi di sensibilità alimentare, non sostituisce una visita se il gonfiore è evidente.
La conclusione che ti serve davvero
Una pancia gonfia può essere “solo” sovrappeso o stitichezza, ma può anche segnalare liquido in addome, infezioni importanti o masse interne. La regola pratica è questa: se il gonfiore è rapido, la pancia è dura, o compaiono altri sintomi, il veterinario non è un’opzione, è la scelta più sicura. Con una visita, un’ecografia e qualche esame mirato, spesso si passa dall’ansia alla chiarezza in tempi sorprendentemente brevi.




