Ti è mai capitato di pensare che il pappagallo grida tutto il giorno “solo per capriccio”? Lo capisco, quando succede sembra un allarme che non si spegne mai. Eppure, quasi sempre dietro quelle urla c’è una causa precisa, spesso anche molto semplice, e con il giusto approccio si può calmarlo senza stress, per lui e per te.
Prima cosa, pensa come un detective
Io parto sempre da tre domande, perché cambiano tutto:
- Quando urla (mattina, pomeriggio, tramonto, quando rientri)?
- Dove sei tu (in vista, in un’altra stanza, fuori casa)?
- Cosa è cambiato di recente (nuovi orari, ospiti, rumori, spostamento della gabbia)?
Annotare anche solo per due o tre giorni orari e contesto spesso fa emergere un pattern chiarissimo.
Cause comuni e segnali che non mentono
Noia e solitudine
È tra le cause più frequenti. Il pappagallo urla nei tempi morti, quando la casa è silenziosa, o quando ti vede ma non interagisci. A volte lo vedi anche “sfogarsi” distruggendo oggetti o rosicchiando in modo insistente.
Segnale tipico: si calma appena ti avvicini, come se avesse ottenuto ciò che cercava, presenza e stimolo.
Ansia da separazione
Qui le urla esplodono quando esci dalla stanza, anche solo per pochi secondi. Può peggiorare dopo cambiamenti familiari, ferie finite, smart working interrotto, routine stravolte.
Segnale tipico: urla “a ondate” appena sparisci e si attenuano quando torni in vista.
Paura, allarme o disagio
Un rumore forte, un elettrodomestico, un’ombra improvvisa, un animale fuori dalla finestra. In questi casi l’urlo è un avviso, non una richiesta.
Segnale tipico: grida improvvise, postura tesa, occhi attenti, immobilità o movimenti nervosi.
Ricerca di attenzione
Se ogni volta che urla tu rispondi, guardi, parli o corri alla gabbia, lui impara rapidamente che funziona. Non lo fa “per cattiveria”, lo fa perché comunica così.
Segnale tipico: sembra quasi che urli “a comando”, soprattutto quando sei al telefono o occupato.
Necessità fisiologiche (fame, sete, igiene, comfort)
A volte la soluzione è banale: ciotole vuote, acqua non fresca, gabbia da pulire, posatoio instabile, corrente d’aria, luce troppo forte.
Segnale tipico: becchetta la ciotola, ci cammina sopra, si agita vicino al fondo gabbia, cambia spesso posizione come se non trovasse comodità.
Richiami naturali ed euforia
Molti pappagalli hanno picchi vocali al mattino e al tramonto. Se l’ambiente è caotico, televisione alta e confusione, l’euforia sale e con lei il volume.
Segnale tipico: urla “ritmate”, energia alta, nessun segno evidente di stress.
Cosa fare subito, senza stress
La regola d’oro è questa: non punire. Punire aumenta paura e insicurezza, quindi spesso peggiora le urla. Meglio lavorare su rinforzo positivo e prevenzione.
| Causa possibile | Indizio principale | Soluzione immediata senza stress |
|---|---|---|
| Noia | urla nei tempi morti | arricchimento ambientale (giochi rotanti, foraging, materiali da distruggere) |
| Ansia da separazione | urla quando esci | micro-assenze graduali, routine prevedibile, oggetti “occupanti” prima di uscire |
| Paura | urla improvvise, postura tesa | riduci stimoli, crea zona tranquilla, copertura parziale gabbia se gradita |
| Attenzione | urla per farti reagire | ignora il grido, premia subito il silenzio con voce calma, sguardo, interazione |
| Fame, sete, igiene | ciotole e becchettii | acqua fresca, dieta regolare, pulizia, controllo posatoi e temperatura |
Il trucco che funziona più spesso: premiare il silenzio
Sembra controintuitivo, ma è potente: aspetta un attimo di silenzio (anche due secondi) e lì entra in scena la tua attenzione. Una frase dolce, un piccolo premio, un gioco. Così il pappagallo impara che il silenzio è ciò che “accende” la relazione.
Quando serve un controllo in più
Se il comportamento è nuovo, estremo, o accompagnato da apatia, piumaggio trascurato, cambiamenti nelle feci o nel respiro, serve una visita da un veterinario esperto in ornitologia. Escludere un problema di salute è un atto di cura, non un’esagerazione.
Alla fine, il punto è questo: le urla non sono un difetto morale, sono un messaggio. Quando impari a leggerlo, spesso il volume scende da solo, perché finalmente il pappagallo si sente capito.




