Quante volte si possono lavare le mascherine FFP2? Lo rivela un test

Ti è mai capitato di fissare una mascherina FFP2 usata e chiederti, con un misto di speranza e sospetto, “ma davvero la devo buttare subito”? È una di quelle domande pratiche che non fanno rumore, finché non diventano urgenti. E qui arriva la parte interessante: un test reale ha provato a dare una risposta concreta, numeri alla mano.

Cosa ha trovato il test (e perché conta davvero)

Secondo una prova condotta dalla rivista francese dei consumatori Que Choisir, alcune FFP2 mantengono capacità filtrante e traspirabilità anche dopo 10 lavaggi in lavatrice a 60°C, seguiti da asciugatura in asciugatrice. Non stiamo parlando di “sembra ancora ok”, ma di misurazioni su prestazioni fondamentali.

Il test ha incluso 4 modelli di mascherine conformi agli standard NF EN149 e KN95, valutando due aspetti cruciali:

  • Filtrazione su particelle di circa 3 micrometri, paragonando mascherine nuove e mascherine dopo 10 cicli.
  • Traspirabilità, cioè la capacità di respirare senza trasformare la mascherina in una barriera soffocante, pur mantenendo protezione da droplet e particelle fini.

E la temperatura non è casuale: 60°C è considerata una soglia utile per inattivare il virus responsabile del SARS-CoV-2, almeno in termini di riduzione del rischio biologico sui tessuti.

Quante volte, quindi, si possono lavare?

Se ti serve una frase chiara da portarti via: in quel test, alcune mascherine FFP2 hanno retto fino a 10 lavaggi a 60°C, più asciugatura in asciugatrice, senza cali rilevanti nelle prestazioni misurate.

Ma attenzione, è qui che spesso ci si inciampa: questo non significa che “tutte le FFP2 sono lavabili” o che “10 lavaggi sono sempre sicuri”. Significa che, per quei modelli testati e in quelle condizioni, l’efficacia è rimasta buona.

Il punto che molti sottovalutano: la mascherina non è solo il filtro

Anche se il materiale filtrante regge, la mascherina deve anche:

  • aderire bene al viso (la tenuta è metà della protezione),
  • mantenere integra la forma,
  • avere elastici efficienti.

Se dopo il lavaggio noti uno di questi segnali, è meglio fermarsi:

  • elastici lenti o che “cedono”,
  • bordi deformati, nasello che non si modella più,
  • strati che si separano, pieghe “strane” che non tornano,
  • odori persistenti o sensazione di materiale irrigidito.

Metodi di riutilizzo: cosa funziona davvero a casa

Non tutti i metodi hanno lo stesso obiettivo. Lavare punta a rimuovere sporco e ridurre carica biologica, disinfettare con spray è più una soluzione d’emergenza.

Ecco un confronto rapido:

MetodoQuando usarloProContro
Lavatrice a 60°CSe il produttore lo consenteBuona standardizzazione, praticoRischio danni a forma ed elastici
Lavaggio a manoSe vuoi più controlloDelicato sulle fibre, meno stress meccanicoRisultato più variabile
Spray idroalcolico 70%Solo emergenzeRapidoNon è una sterilizzazione profonda

Come lavarle senza rovinare tutto (passi semplici)

In lavatrice (solo se compatibile con le istruzioni)

  1. Imposta 60°C con detersivo comune.
  2. Evita carichi “aggressivi” con cerniere o capi che possono strapparla.
  3. Se possibile, usa un sacchetto per capi delicati.
  4. Asciuga bene, nel test è stata usata anche l’asciugatrice.

A mano (opzione più prudente)

  1. Ammollo in acqua calda con sapone neutro.
  2. Risciacquo delicato, senza strofinare o torcere (le fibre filtranti non amano la violenza).
  3. Asciugatura completa all’aria.

Regola d’oro: lavaggi sì, ma anche ore di utilizzo

Un dettaglio pratico che vale più di mille teorie: anche con lavaggi corretti, molte indicazioni raccomandano di non superare 8-10 ore totali di uso per singola mascherina. Perché tra umidità del respiro, micro-deformazioni e usura, la performance reale dipende anche da come la indossi, non solo da come la lavi.

La risposta che cercavi (senza giri di parole)

Il test citato suggerisce che alcune FFP2 possono essere lavate fino a 10 volte a 60°C mantenendo filtrazione e traspirabilità. Però la decisione finale si prende davanti allo specchio e sull’etichetta: controlla sempre le istruzioni del produttore e, soprattutto, verifica che la mascherina resti ben aderente e strutturalmente integra. Se perde forma o tenuta, anche la migliore filtrazione “teorica” serve poco.

Redazione Gavardo News

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