Ti è mai capitato di metterti a letto “stanco morto” e poi restare sveglio perché il collo pulsa, tira, brucia? La cosa più frustrante è che spesso non è il dolore in sé, ma quel pensiero fisso: “Se mi giro, peggioro”. Eppure un metodo c’è, ed è sorprendentemente concreto, fatto di piccoli aggiustamenti che, messi insieme, cambiano davvero la notte.
Il metodo in 3 mosse (semplice, ma decisivo)
Quando la cervicale infiammata si fa sentire, l’obiettivo non è “trovare la posizione perfetta”, ma creare allineamento e ridurre lo stress meccanico sui muscoli del collo.
- Scegli una posizione che non torca il collo (fianco o supina).
- Usa un cuscino che riempia il vuoto giusto, senza spingere la testa in avanti o farla cadere di lato.
- Prepara i tessuti prima di dormire, così non arrivi a letto già contratto.
Sembra banale, ma la differenza la fa la precisione, come quando regoli lo specchietto dell’auto di pochi millimetri e improvvisamente vedi tutto.
Le posizioni migliori (e quella che ti tradisce)
Parliamo di cervicalgia in modo pratico, da “prova stasera”.
Sul fianco (la più affidabile)
È spesso la posizione più tollerata e la più facile per addormentarsi senza innescare compensi.
- Mantieni collo e colonna in linea, come se avessi una riga dalla testa al bacino.
- Il cuscino deve riempire la conca tra testa, collo e spalla, senza schiacciare.
- Se la spalla “sale” verso l’orecchio, il cuscino è probabilmente troppo alto o troppo rigido.
Un trucco molto concreto: se al mattino senti il collo rigido “da un lato”, spesso hai dormito con la testa inclinata verso il materasso.
Supina (pancia in su), se hai i supporti giusti
È ottima quando il materasso sostiene bene e il cuscino non ti spinge il mento verso il petto.
- Scegli un cuscino arrotondato o con supporto cervicale, che sostenga la curva naturale del collo.
- Evita cumuli di cuscini, il collo non deve “salire”.
Prona (pancia in giù), meglio evitarla
Qui il problema è quasi inevitabile: per respirare devi ruotare la testa, e quella torsione continua può irritare l’infiammazione.
Se proprio non riesci a farne a meno:
- usa un cuscino molto sottile (o nessuno),
- alterna la rotazione della testa (una notte a destra, una a sinistra),
- valuta una transizione graduale verso il fianco, con un cuscino che abbracci davanti per “ancorarti”.
Cuscino e materasso: come scegliere senza impazzire
Non esiste un’altezza universale del cuscino, esiste quella che ti fa sentire il collo “appoggiato” e non “in trazione”.
Punti chiave:
- Un solo cuscino sotto testa e collo, posizionato fino all’inizio delle spalle.
- Se dormi sul fianco, il cuscino deve essere abbastanza alto da evitare che la testa “cada”.
- Se dormi supino, deve sostenere senza spingere il mento verso il basso.
Per il materasso:
- ruotalo o invertine l’orientamento circa una volta al mese per uniformare l’ammortizzazione,
- se ti svegli sempre con dolore nonostante le correzioni, può essere un segnale che il supporto non è più adatto.
La routine serale che spegne la tensione
Qui si gioca una partita importante: se vai a letto già contratto, il corpo “protegge” la zona e tu cerchi posizioni sempre più rigide.
Prova così, per 10 minuti:
- Impacco caldo su collo e spalle (calore dolce, non eccessivo).
- Stretching leggero (movimenti lenti, senza forzare).
- Massaggio delicato con oli essenziali (lavanda o eucalipto), più per il rituale rilassante che per la forza.
E se la testa corre:
- una tisana rilassante (camomilla o valeriana),
- 3 minuti di respirazione lenta o mindfulness, giusto per “abbassare il volume” della giornata.
Di giorno: la prevenzione che ti fa dormire meglio
Il dolore notturno spesso è il conto presentato da ore in postura fissa.
- interrompi le posizioni prolungate (schermo, guida, divano),
- fai mini esercizi di mobilità cervicale e rinforzo (pochi minuti, ma costanti),
- cura la postura e la stabilità delle spalle.
Quando serve un aiuto in più
Se l’infiammazione è intensa o ricorrente, un percorso con un fisioterapista può essere decisivo, tra terapia manuale, esercizi terapeutici, ginnastica posturale (come Mezieres) e, se indicato, tecniche strumentali (tecarterapia, laser).
Il punto non è “sopportare”, è capire cosa sta irritando la zona e correggerlo. E spesso, la prima notte in cui ti svegli senza dolore, te ne accorgi subito: il silenzio del collo è una sensazione che non si dimentica.




