Attiri sempre relazioni complicate? Ecco i segni più esposti (e perché)

Ti è mai capitato di guardarti indietro e pensare, con un misto di incredulità e stanchezza, “Ma perché finisco sempre in storie che sembrano un rompicapo”? A me ha colpito per anni una cosa: spesso il “complicato” non esplode all’improvviso, si insinua piano, come nebbia, e quando te ne accorgi sei già dentro un labirinto emotivo.

Il punto di partenza che quasi nessuno vede

Le relazioni complicate non sono solo “sfortuna”. Di solito nascono dall’incastro tra due elementi: un nostro bisogno (magari antico, magari silenzioso) e un tipo di partner che lo attiva. È come una serratura e una chiave, anche quando quella chiave apre una porta che poi vorresti richiudere.

Spesso c’entrano fragilità emotive, insicurezze profonde e pattern ripetitivi. E il paradosso è che proprio chi desidera stabilità finisce, senza volerlo, per orbitare attorno a persone indisponibili o dominanti.

I segni più esposti (quelli che “attirano” il complicato)

Non sono etichette, sono segnali, e riconoscerli è già un modo per riprendere aria.

1) Insicurezza e bassa autostima

Quando la bassa autostima è sotto pelle, può scattare un automatismo: ti adatti troppo, giustifichi troppo, chiedi troppo poco. E chi ama avere il controllo, o chi si nutre di ambiguità, lo percepisce subito.

Indizi tipici:

  • fai fatica a dire “no” senza sentirti in colpa
  • cerchi conferme continue e poi ti vergogni di averle cercate
  • ti “rimpicciolisci” per evitare conflitti

2) Attrazione per partner ambivalenti o che temono l’impegno

Il classico caldo e freddo: una settimana intensi, quella dopo spariti. Qui entra in gioco la dinamica dell’attaccamento, cioè il modo in cui, da adulti, cerchiamo sicurezza nelle relazioni.

Se ti ritrovi spesso in amori sospesi, potresti essere agganciato più all’attesa che alla realtà:

  • “Quando è presente è meraviglioso”
  • “Devo solo avere pazienza”
  • “Se mi impegno di più, cambierà”

3) Coinvolgimento sbilanciato (troppo o troppo poco)

Un altro segnale forte è la asimmetria: uno corre, l’altro cammina. O, al contrario, uno si chiude, l’altro spinge. In entrambi i casi cresce l’ansia, e l’ansia fa fare mosse poco lucide.

Si vede da dettagli concreti:

  • progetti sempre tu, l’altro “si accoda”
  • la comunicazione è piena di non detti
  • i momenti sereni sembrano eccezioni

4) Appiccicosità, gelosia, egoismo (anche quando non te ne accorgi)

Qui è scomodo, lo so. Ma a volte la complicazione nasce da stili relazionali che aumentano il conflitto. Non perché tu sia “sbagliato”, ma perché una parte di te ha imparato a proteggersi così.

Esempi comuni:

  • controlli, chiedi prove, ti aggrappi
  • ti lamenti spesso sperando che l’altro capisca “da solo”
  • ti chiudi e punisci col silenzio

5) Ferite emotive non risolte

Le ferite emotive non elaborate fanno due cose: alzano le aspettative e abbassano i confini. Così finisci per leggere segnali misti come promesse, o per restare dove manca rispetto pur di non sentire il vuoto.

Perché accade davvero (senza colpevolizzarti)

Di solito è una combinazione di:

  1. Fattori interni: paura dell’abbandono, paura dell’impegno, bisogno di approvazione, confini fragili.
  2. Fattori esterni: distanza, tempi incompatibili, triangoli, situazioni poco chiare.
  3. Mancanza di chiarezza iniziale: quando non si nominano aspettative e limiti, il rapporto cresce storto.

In alcune coppie entra anche la dinamica di chi svaluta l’altro per sentirsi superiore. Non serve etichettare, basta osservare l’effetto: ti senti piccolo, confuso, prosciugato.

Segnali di allarme che meritano attenzione subito

SegnaleCome si manifesta
Distanza emotivarisposte vaghe, promesse rimandate, futuro mai nominato
Litigi intensidiscussioni frequenti, ripetitive, senza riparazione
Mancanza di fiduciabugie “per evitare problemi”, sospetti costanti
Controllo e gelosialimitazioni, richieste di accesso totale, isolamento dagli altri

Come uscire dal “labirinto” senza strappi inutili

Un passaggio pratico, che ho visto funzionare più volte, è questo:

  • scrivi 3 bisogni non negoziabili (rispetto, presenza, chiarezza, esempio)
  • definisci 2 confini concreti (cosa non accetti più, cosa fai se accade)
  • osserva i fatti per 30 giorni, non le promesse

La verità è che il complicato perde potere quando smetti di inseguire coerenza dove non c’è. E quando inizi a chiederti, con calma: “Questa relazione mi rende più libero o più in allarme?”. Se la risposta è la seconda, hai già trovato il filo per uscire.

Redazione Gavardo News

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