Alcuni modi efficaci per eliminare il pH acido nel tuo corpo

Ci sono giorni in cui ti senti “pesante”, come se avessi la batteria scarica e lo stomaco che brontola senza un motivo chiaro. A me è capitato e, inevitabilmente, finisci a chiederti se non c’entri qualcosa quell’idea un po’ misteriosa dell’“acidità nel corpo”. La buona notizia è che puoi fare parecchio, con buon senso e senza inseguire magie.

Prima di tutto: che cosa stai davvero cercando di cambiare

Il pH del sangue è regolato in modo rigidissimo dall’organismo, è un equilibrio vitale, una forma di omeostasi. Quando si parla di “pH acido” in chiave naturopatica o di benessere, di solito non si intende un’acidosi medica, ma un insieme di abitudini che aumentano il cosiddetto “carico acidificante” (dieta sbilanciata, stress, poca attività, sonno scarso).

Quindi l’obiettivo realistico è: sostenere i sistemi di eliminazione (respirazione, pelle, reni, intestino) e costruire una routine più “alcalina” nel senso di più vegetale, più idratata, più regolare.

La regola 70/30 nel piatto (senza diventare estremisti)

Un approccio spesso citato è quello del 70% di alimenti alcalinizzanti e 30% neutri o più acidificanti. Tradotto nella vita vera significa: riempire il piatto di colori e non far diventare zuccheri e ultraprocessati la base.

Cibi che aiutano (da mettere spesso)

  • Frutta e verdura fresche: spinaci, carote, patate, kiwi, ananas, insalate, finocchi
  • Legumi (in porzioni adatte a te) e cereali integrali come “ponte” saziante
  • Mandorle (una manciata, non una ciotola)
  • Latticini leggeri come yogurt e, se lo tolleri, latte

Cibi da limitare (soprattutto se già ti senti “carico”)

  • Zuccheri e dolci frequenti
  • Troppa carne e proteine animali senza verdure di accompagnamento
  • Formaggi stagionati in eccesso
  • Caffè, cioccolato, snack e cibi molto lavorati
  • Oli raffinati, meglio usare grassi di qualità con moderazione

Un trucco semplice: quando mangi proteine animali, “raddoppia” le verdure nel piatto. È un gesto piccolo, ma cambia l’equilibrio del pasto.

Il rituale del mattino: acqua e limone, e un succo “verde”

Molti trovano utile bere acqua con limone appena svegli. Non è una bacchetta magica, però può aiutare idratazione e regolarità. Se ti piace, prova anche un succo depurativo con ananas, carote, kiwi e spinaci, senza trasformarlo in una scusa per saltare i pasti.

Movimento e respiro: l’uscita di sicurezza più sottovalutata

Quando cammini e respiri bene, fai due cose insieme: stimoli la ventilazione e favorisci il rilascio di anidride carbonica, e sudi un po’, sostenendo l’eliminazione.

Prova questa routine quotidiana, davvero fattibile:

  1. 5 minuti di camminata lenta per “accendere” il corpo
  2. 3 minuti di respirazione profonda (inspira 4 secondi, espira 6 secondi)
  3. 2 minuti di stretching leggero (collo, schiena, anche)
  4. Poi, se puoi, completa con 30-40 minuti di cammino all’aperto (parco o bosco)

Yoga e aerobica a bassa intensità sono perfetti se vuoi qualcosa di più strutturato, senza stressare troppo.

Tisane, bagni e piccoli gesti che fanno la differenza

La sera, quando vuoi “chiudere la giornata”, molte persone usano tisane alcalinizzanti come tarassaco, ortica, equiseto, finocchio, malva, bardana, timo o zenzero. Non devono diventare un obbligo, ma un modo gentile per idratarti e rallentare.

Altri rimedi di benessere citati spesso:

  • Bagni alcalini o pediluvi con sali di magnesio e calcio
  • Sauna (se la tolleri) per stimolare sudorazione e recupero

Sugli integratori (magnesio, calcio, bicarbonato, equiseto): considerali solo come opzione e meglio con consiglio medico, soprattutto se hai sintomi persistenti o patologie.

Monitoraggio intelligente: sì alle cartine, ma con criterio

Misurare il pH urinario con cartine tornasole può essere un modo curioso per osservare come reagisci ai cambiamenti, ma non è una diagnosi. Usalo come “diario” e guarda le tendenze, non il numero del singolo giorno.

Quando è il caso di sentire il medico

Se hai stanchezza intensa, respiro affannoso, nausea persistente, perdita di peso inspiegabile, o se sospetti un problema metabolico, meglio non affidarsi al fai da te. Le strategie naturopatiche (anche quelle ispirate a metodi come Kousmine) sono supporto al benessere, non sostituti di cure.

Alla fine, il punto non è “alzare un numero”, ma sentirti più leggero, più stabile, più energico, perché hai costruito abitudini che il corpo riconosce come alleate.

Redazione Gavardo News

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