Come dormire se soffri di cervicale: il metodo per non sentire più dolore di notte

Ti è mai capitato di metterti a letto “stanco morto” e poi restare sveglio perché il collo pulsa, tira, brucia? La cosa più frustrante è che spesso non è il dolore in sé, ma quel pensiero fisso: “Se mi giro, peggioro”. Eppure un metodo c’è, ed è sorprendentemente concreto, fatto di piccoli aggiustamenti che, messi insieme, cambiano davvero la notte.

Il metodo in 3 mosse (semplice, ma decisivo)

Quando la cervicale infiammata si fa sentire, l’obiettivo non è “trovare la posizione perfetta”, ma creare allineamento e ridurre lo stress meccanico sui muscoli del collo.

  1. Scegli una posizione che non torca il collo (fianco o supina).
  2. Usa un cuscino che riempia il vuoto giusto, senza spingere la testa in avanti o farla cadere di lato.
  3. Prepara i tessuti prima di dormire, così non arrivi a letto già contratto.

Sembra banale, ma la differenza la fa la precisione, come quando regoli lo specchietto dell’auto di pochi millimetri e improvvisamente vedi tutto.

Le posizioni migliori (e quella che ti tradisce)

Parliamo di cervicalgia in modo pratico, da “prova stasera”.

Sul fianco (la più affidabile)

È spesso la posizione più tollerata e la più facile per addormentarsi senza innescare compensi.

  • Mantieni collo e colonna in linea, come se avessi una riga dalla testa al bacino.
  • Il cuscino deve riempire la conca tra testa, collo e spalla, senza schiacciare.
  • Se la spalla “sale” verso l’orecchio, il cuscino è probabilmente troppo alto o troppo rigido.

Un trucco molto concreto: se al mattino senti il collo rigido “da un lato”, spesso hai dormito con la testa inclinata verso il materasso.

Supina (pancia in su), se hai i supporti giusti

È ottima quando il materasso sostiene bene e il cuscino non ti spinge il mento verso il petto.

  • Scegli un cuscino arrotondato o con supporto cervicale, che sostenga la curva naturale del collo.
  • Evita cumuli di cuscini, il collo non deve “salire”.

Prona (pancia in giù), meglio evitarla

Qui il problema è quasi inevitabile: per respirare devi ruotare la testa, e quella torsione continua può irritare l’infiammazione.

Se proprio non riesci a farne a meno:

  • usa un cuscino molto sottile (o nessuno),
  • alterna la rotazione della testa (una notte a destra, una a sinistra),
  • valuta una transizione graduale verso il fianco, con un cuscino che abbracci davanti per “ancorarti”.

Cuscino e materasso: come scegliere senza impazzire

Non esiste un’altezza universale del cuscino, esiste quella che ti fa sentire il collo “appoggiato” e non “in trazione”.

Punti chiave:

  • Un solo cuscino sotto testa e collo, posizionato fino all’inizio delle spalle.
  • Se dormi sul fianco, il cuscino deve essere abbastanza alto da evitare che la testa “cada”.
  • Se dormi supino, deve sostenere senza spingere il mento verso il basso.

Per il materasso:

  • ruotalo o invertine l’orientamento circa una volta al mese per uniformare l’ammortizzazione,
  • se ti svegli sempre con dolore nonostante le correzioni, può essere un segnale che il supporto non è più adatto.

La routine serale che spegne la tensione

Qui si gioca una partita importante: se vai a letto già contratto, il corpo “protegge” la zona e tu cerchi posizioni sempre più rigide.

Prova così, per 10 minuti:

  • Impacco caldo su collo e spalle (calore dolce, non eccessivo).
  • Stretching leggero (movimenti lenti, senza forzare).
  • Massaggio delicato con oli essenziali (lavanda o eucalipto), più per il rituale rilassante che per la forza.

E se la testa corre:

  • una tisana rilassante (camomilla o valeriana),
  • 3 minuti di respirazione lenta o mindfulness, giusto per “abbassare il volume” della giornata.

Di giorno: la prevenzione che ti fa dormire meglio

Il dolore notturno spesso è il conto presentato da ore in postura fissa.

  • interrompi le posizioni prolungate (schermo, guida, divano),
  • fai mini esercizi di mobilità cervicale e rinforzo (pochi minuti, ma costanti),
  • cura la postura e la stabilità delle spalle.

Quando serve un aiuto in più

Se l’infiammazione è intensa o ricorrente, un percorso con un fisioterapista può essere decisivo, tra terapia manuale, esercizi terapeutici, ginnastica posturale (come Mezieres) e, se indicato, tecniche strumentali (tecarterapia, laser).

Il punto non è “sopportare”, è capire cosa sta irritando la zona e correggerlo. E spesso, la prima notte in cui ti svegli senza dolore, te ne accorgi subito: il silenzio del collo è una sensazione che non si dimentica.

Redazione Gavardo News

Redazione Gavardo News

Articles: 133

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *