C’è un momento in cui un semplice fastidio al basso ventre smette di essere “solo un mal di pancia” e ti costringe a fermarti, ascoltare il corpo e fare domande serie. Spesso, dietro a quel dolore sordo e insistente, si nasconde una parola che sembra complicata ma è più comune di quanto pensiamo: diverticoli.
Cosa sono davvero i diverticoli (e perché compaiono)
I diverticoli sono piccole “tasche” che sporgono dalla parete dell’intestino crasso, soprattutto nel tratto sinistro del colon. Immaginali come minuscole estroflessioni, in genere tra i 3 e i 10 mm, che si formano quando la pressione interna aumenta e la parete intestinale, nel tempo, cede nei punti più deboli.
Uno dei fattori più chiamati in causa è la dieta povera di fibre: se le feci diventano più dure e il transito rallenta, l’intestino deve “spingere” di più. E più spinge, più la pressione può favorire la comparsa di queste sacche.
Per inquadrare bene l’argomento, è utile una sola parola chiave: colon.
Diverticolosi e diverticolite: stessa famiglia, storie diverse
Qui sta il punto che confonde molti.
- Diverticolosi: significa “presenza di diverticoli”. Stop. Spesso è asintomatica e viene scoperta per caso durante colonscopia o altri esami. Molte persone convivono con la diverticolosi senza saperlo.
- Diverticolite: è la complicanza infiammatoria (e a volte infettiva). Succede quando uno o più diverticoli si infiammano, in genere per proliferazione batterica o per una microperforazione della parete del diverticolo.
La cosa rassicurante è che non tutti con diverticolosi sviluppano diverticolite: si stima che accada solo in circa 4-5% dei casi.
I sintomi che fanno suonare il campanello d’allarme
Quando si passa dall’“avere diverticoli” al “diverticolo infiammato”, il corpo tende a farsi sentire in modo netto. I sintomi tipici della diverticolite includono:
- Dolore addominale (spesso nel quadrante inferiore sinistro)
- Febbre
- Nausea e talvolta vomito
- Alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea, talvolta meteorismo)
Nei casi più severi, una perforazione può portare a ascessi o, se l’infezione si diffonde, a peritonite, che è un’emergenza medica.
Le tre forme della malattia diverticolare (in parole semplici)
Gli specialisti distinguono tre scenari principali, utili perché orientano cure e controlli:
- Malattia diverticolare sintomatica non complicata: dolore ricorrente, fastidi cronici, ma senza segni di vera colite.
- Diverticolite non complicata: infiammazione presente, ma senza perforazione, fistole, ascessi o ostruzioni.
- Diverticolite complicata: può includere perforazione libera, ascessi, fistole, stenosi o occlusione.
Capire in quale “categoria” si rientra non è un dettaglio, cambia tutto nell’approccio.
Come si tratta: cosa si fa davvero nella pratica
La gestione dipende dalla gravità e dalla presenza di complicanze, e deve sempre essere impostata dal medico.
Nella diverticolite non complicata, spesso si procede con:
- Terapia antibiotica (quando indicata)
- Riposo intestinale (dieta leggera, talvolta liquida per un periodo)
- Idratazione e controllo del dolore secondo indicazione clinica
Nelle forme complicate o in peggioramento, può servire:
- Ricovero per terapia endovenosa e monitoraggio
- Drenaggio di ascessi selezionati
- Intervento chirurgico nei casi indicati (per esempio perforazione, ostruzione, fistole)
Dopo la fase acuta, l’obiettivo diventa ridurre le recidive e migliorare la salute intestinale, spesso lavorando su fibre, stile di vita, idratazione e regolarità.
Quanto è comune (e perché riguarda tanti)
La diverticolosi è molto frequente nei Paesi occidentali: arriva a interessare circa la metà degli adulti sopra i 50 anni. È uno di quei temi che sembrano “da altri”, finché non toccano qualcuno vicino, e allora improvvisamente diventano concreti.
Cosa portarsi a casa
Se c’è una cosa da ricordare è questa: diverticolosi non significa automaticamente malattia, mentre diverticolite è un’infiammazione che va riconosciuta e trattata con attenzione. E quando compaiono dolore localizzato, febbre e alterazioni dell’alvo, ignorare i segnali è l’unica mossa davvero rischiosa.




