Quel piccolo dettaglio che sembra decorativo, il secondo foro del lavello, in realtà è uno di quei “salvavita” domestici che noti solo quando ti evita un disastro. Se ti è mai capitato di lasciare l’acqua scorrere mentre rispondi a un messaggio, sai quanto basta un attimo per trasformare la cucina o il bagno in una pozzanghera.
Il “secondo foro” ha un compito molto concreto
Quel foro si chiama foro di troppopieno e serve a una cosa semplicissima: prevenire l’allagamento quando lo scarico principale è chiuso, rallentato o temporaneamente otturato.
In pratica, quando l’acqua sale oltre un certo livello, invece di superare il bordo del lavandino e finire sul pavimento, entra lì dentro e viene convogliata verso le tubature di scarico. È un sistema passivo, non “fa rumore”, non lo vedi lavorare, ma quando serve è già tardi per improvvisare.
Come funziona, senza tecnicismi
Immaginalo come una porta di servizio.
- Lo scarico principale gestisce il flusso normale dell’acqua.
- Il troppopieno interviene solo quando il livello sale troppo.
- Dietro quella fessura c’è un piccolo canale collegato alla stessa zona di scarico, quindi l’acqua in eccesso può defluire senza uscire dalla vasca.
Non è un accessorio estetico, è una misura di sicurezza integrata.
Perché si sporca così facilmente (e perché conviene pulirlo)
Proprio perché comunica con l’interno del lavello, il foro di troppopieno tende ad accumulare:
- residui di sapone
- calcare
- piccoli depositi organici (soprattutto in bagno)
- umidità costante, che favorisce odori sgradevoli
Il risultato? A volte non te ne accorgi finché non avvicini il naso o noti quei bordi scuriti. E la parte “nascosta” è quella che conta: se lì si forma una patina, il passaggio dell’acqua diventa meno libero e il sistema perde efficacia proprio quando ti serve.
Pulizia naturale, semplice e davvero efficace
Io lo tratto come un micro angolo “dimenticato” che però merita due minuti ogni tanto. Ti bastano pochi strumenti e prodotti delicati.
Cosa ti serve
- una spugna morbida
- un piccolo spazzolino (va benissimo uno da denti dedicato alle pulizie)
- acqua calda
- sapone di Marsiglia
- un panno morbido
Passaggi (in ordine)
- Inumidisci la zona con acqua calda. Aiuta a sciogliere la patina e ammorbidire i residui.
- Prepara un detergente veloce, mescolando acqua calda e un po’ di sapone di Marsiglia (se è in scaglie, ancora meglio).
- Immergi lo spazzolino e strofina delicatamente l’interno del foro, insistendo sui bordi. Lì si annida la parte più visibile dello sporco.
- Passa la spugna sui contorni esterni e risciacqua con poca acqua, anche solo “accompagnandola” verso il foro con la mano.
- Asciuga con un panno, così eviti che l’umidità lasci subito nuovi aloni.
Se il foro è stretto, un trucco pratico è avvolgere un panno sottile attorno alla punta dello spazzolino, così pulisci anche le pareti interne senza graffiare.
Il tocco finale che fa la differenza: lucidare e proteggere
Dopo la pulizia, mi piace fare una cosa piccola ma soddisfacente: una mini lucidatura.
- Metti 2 o 3 gocce di olio d’oliva su un panno morbido.
- Passalo sulla superficie attorno al foro, senza esagerare.
- Lucida con una parte asciutta del panno.
L’effetto è doppio: il bordo appare più brillante e la superficie resta leggermente più “protetta” dalla presa immediata del calcare.
Una micro routine che ti evita problemi
Per mantenere il troppopieno efficiente e il lavello più igienico, puoi seguire una cadenza facile:
- 1 volta a settimana: passata rapida con spugna e acqua calda sui bordi
- 1 volta al mese: pulizia con sapone di Marsiglia e spazzolino
- dopo ospiti o uso intenso: controllo veloce, soprattutto in cucina
Alla fine, quel secondo foro serve esattamente a questo: toglierti dall’imbarazzo dell’acqua che sale, mentre tu pensi di avere tutto sotto controllo. Tenerlo pulito è un gesto piccolo, ma è uno di quelli che ti fanno sentire la casa “in ordine”, anche nelle parti che di solito nessuno guarda.




