ACCOGLIENZA ALL’ACCATTONAGGIO?

È curioso vedere come spesso basti prendere spunto da un tema per dare il via a riflessioni che con l’appiglio di partenza hanno poco a che spartire.

È il caso del Manifesto (“dalla Residenza Municipale”) del Sindaco Cipani di Salò e dell’articolo che ne è scaturito sul numero di marzo de “Il Gattopardo”, a firma del capogruppo di maggioranza Alessandro Salvadori.

La sintesi non è mai apprezzabile, perché può generare incomprensioni e analisi superficiali, ma talvolta ci aiuta a capire: Cipani sostiene nel suo Manifesto che a Salò c’è un problema di accattonaggio, “aggravato negli ultimi anni a causa dal problema dell’immigrazione” e invita a non concedere elemosine. Già ci pensa il Comune, con 4500 euro versati alla Caritas locale nel 2016, ad arginare la fame dei bisognosi, solo però se salodiani. Tanto peggio per i non residenti, che si dovranno rivolgere ai Servizi sociali della loro città. “Favorire l’accattonaggio – conclude il Sindaco – di fatto non aiuta e ostacola la creazione di un servizio di accoglienza degno di un Paese civile”.

A questa iniziativa plaude Salvadori sul Gattopardo di marzo 2017: bravo il sindaco Cipani, anche a Gavardo sussiste il problema dell’accattonaggio organizzato dai professionisti dell’elemosina che arrivano col furgone presso le piazze del paese. La questione può essere risolta in due parole, sintetizza il Salvadori, “Smettiamo di fare l’elemosina perché questi non ne hanno bisogno”.

Non intendiamo commentare le posizioni delle due maggioranze, piuttosto ci preme fare chiarezza e comunicare a chi legge che si sta parlando di due situazioni completamente differenti: l’una è l’emergenza sociale, alla quale il Comune di Salò ha dato una risposta comunque da parte nostra opinabile, l’altro è un reato palese: la simulazione.

La domanda che ci si pone, per comprendere il nesso tra le due posizioni è: il problema è l’accattonaggio organizzato (alla Berthold Breckt) oppure l’accattonaggio per fame dei migranti di Salò? Il pericolo che si cela nella frettolosa omologazione del problema alla generica voce “elemosina”, è una affrettata e pericolosa criminalizzazione dei poveri e dei bisognosi.

Attualmente, in alcuni Paesi europei, esistono divieti di mendicare o sono in discussione. A livello legislativo nazionale, da sempre si è evitata la regolamentazione di tale materia, per cui le relative misure vengono in genere varate a livello regionale o locale. La maggior parte delle leggi e delle ordinanze si rivolge esplicitamente contro la mendicità molesta, aggressiva e cosiddetta “organizzata”, nonché contro quella messa in atto da e con bambini. Quando i comuni o le regioni approvano un divieto di mendicare, l’obiettivo dei responsabili è di solito quello di salvaguardare l’ordine pubblico o il decoro nei centri cittadini. Raramente sembrano motivate da una reale accoglienza dei bisogni di queste persone.

Recentemente la giustizia italiana ha espresso una posizione precisa in merito all’accattonaggio “silenzioso”: nel Comune di Molinella (Bologna), l’ordinanza del Sindaco che prevedeva sanzioni a chi praticava accattonaggio è stata bocciata dalla presidenza della Repubblica che ha recepito il parere del Consiglio di Stato sul ricorso promosso dall’Associazione “Avvocato di Strada”. La posizione dello Stato è che “non si può punire chi si limita a chiedere l’elemosina senza molestare o infastidire… chi chiede l’elemosina generalmente lo fa perché non ha altre possibilità”.  Dovrebbe pertanto restare una decisione del cittadino responsabile il volerli aiutare o meno.

Sulla seconda questione, crediamo che, laddove esista realmente il problema della simulazione di accattonaggio, ignorare o peggio sanzionare il singolo questuante sia di ben poco effetto rispetto all’intercettazione della struttura organizzativa che gestisce l’”elemosina tarocca” per speculare sulla pietà altrui. Se l’Amministrazione ravvisa situazioni di questo genere a Gavardo, invece di lanciare generiche accuse dalle pagine del Gattopardo farebbe bene a denunciarle formalmente, per intaccare davvero un sistema criminoso ignobile, che si approfitta degli ultimi. Se le persone vengono portate via dai loro Paesi d’origine e costrette a chiedere l’elemosina, siamo in presenza di tratta di esseri umani. L’applicazione conseguente del diritto in vigore rende pertanto superflui e strumentali ulteriori regolamenti.

Da parte nostra, oltre alla volontà di fare chiarezza sulle due posizioni del Sindaco di Salò e della Maggioranza di Gavardo, l’augurio è quello che fare accoglienza per le nostre Amministrazioni sia qualche cosa di molto più profondo che tenere celata la richiesta di aiuto di che ne ha realmente bisogno.