ORA E’ TEMPO DI RESTARE UNITI

Questo è uno di quei momenti, tragici e difficili, che ci fa dire ai nostri figli: “lo studierete sui libri di storia”.
La pandemia di Covid-19 ha bloccato e paralizzato il mondo, globalizzato e produttivo, interconnesso e frenetico. Una minaccia tanto piccola da poter essere vista solo al microscopio sta facendo crollare i pilastri, che credevamo indistruttibili, su cui è stata fondata la nostra economia, il nostro lavoro, i nostri rapporti sociali.

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Lago di Garda, depuratore, eutrofizzazione e … cambiamenti climatici

“Il lago di Garda è a rischio, la condotta sublacuale è una bomba ecologica pronta per scoppiare da un momento all’altro, immettere l’acqua depurata nel lago mette a rischio la sua salubrità e non è più tollerabile. Siamo in  piena emergenza ecologica, occorre intervenire al più presto, non si può più aspettare. “

La vista del Lago di Garda dalla costa del Trentino (Fotografia: UniTrento/Giovanni Cavulli)

Queste le motivazioni via via addotte da chi ha già deciso che il depuratore del Garda va fatto e va fatto “lontano” dal Garda.  (prima a Visano, poi a Muscoline, poi a Gavardo – tanto ce n’è già uno in costruzione da 36 mila abitanti-) con i reflui depurati scaricati in un altro bacino imbrifero (il Chiese!).

L’impressione di essere in mano ad apprendisti stregoni è alta.

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Fridays For Future

27 Settembre 2019: Terzo Sciopero Mondiale per il Clima organizzato da Fridays For Future

Milioni di persone in tutto il mondo scenderanno in piazza per chiedere ai governi una politica climatica più ambiziosa a livello globale, europeo e nazionale. Anche in Italia si terranno diverse iniziative locali organizzate da Fridays For Future.

Abbiamo l’opportunità di chiedere con forza di fare una svolta, di intraprendere con decisione politiche economiche di contrasto al cambiamento climatico, di iniziare una nuova storia, libera dai fossili, rispettosa della madre terra con tutti i suoi meravigliosi ospiti.

Anche Gavardo in movimento sarà presente e invita i cittadini di Gavardo a partecipare, Venerdì 27 settembre, alla iniziativa locale a Brescia indetta dal movimento Fridays For Future BS.

Riportiamo di seguito il discorso integrale di Greta Thunberg al summit ONU per il clima tenutosi il 23 settembre al Palazzo di Vetro di New York.

L DISCORSO INTEGRALE DI GRETA THUNBERG AL SUMMIT ONU PER IL CLIMA

(da: https://www.focusjunior.it)

Il mio messaggio è che vi terremo d’occhio. È tutto sbagliato. Non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola, dall’altro lato dell’Oceano. Eppure venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come osate?.

Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, e io sono tra i più fortunati. Le persone stanno soffrendo, stanno morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? Come osate?

Per oltre 30 anni la scienza è stata chiarissima. Come osate continuare guardare dall’altra parte e venire qui dicendo che state facendo abbastanza quando le politiche e le soluzioni necessarie non si vedono ancora.

Dite di ascoltarci e che capite la nostra fretta. Ma non importa quanto io sia triste o arrabbiata, non voglio crederci. Perché se aveste davvero compreso la situazione e continuaste comunque a sbagliare, allora voi sareste il Male. E io non voglio crederlo.

L’idea comune di dimezzare le emissioni in 10 anni ci offre solo il 50% di possibilità di rimanere sotto ai 1.5°C gradi e il rischio di innescare un’irreversibile catena di eventi che andranno oltre il controllo umano.

Il 50% potrà essere accettabile per voi. Ma quei numeri non includono i punti di non ritorno, la maggior parte dei circoli di reazione, il riscaldamento aggiuntivo nascosto dall’inquinamento atmosferico tossico o aspetti di equità e giustizia climatica.

Dunque il 50% di rischio non è semplicemente accettabile per noi, coloro che dovranno viverne le conseguenze.

Per avere il 67% di probabilità di rimanere sotto all’aumento di temperatura di 1.5°C – che secondo l’IPCC [Intergovernmental Panel on Climate Change, n.d.r] è il miglior scenario possibile – il mondo aveva 420 gigatoni di CO2 da emettere entro il 1 gennaio 2018. Oggi quella stima è stata ridotta a 350 gigatoni.

Come osate fingere che ciò si possa risolvere come al solito con alcune soluzione tecniche? Con gli attuali livelli di emissioni la restante riserva di CO2 sarà interamente perduta nel giro di otto anni e mezzo.

Oggi non ci saranno soluzioni o piani in linea con queste stime, perché questi numeri sono troppo scomodi. E voi non siete ancora abbastanza maturi per dire le cose come stanno.

Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai

Non vi permetteremo di gettare via tutto questo. Proprio qui, proprio ora noi tracciamo la strada. Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.

Grazie.

LA DIVERSITA’ CHE FA LA DIFFERENZA

ART.3 DELLA COSTITUZIONE:” tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”

E’ su questo principio costituzionale che il gruppo Gavardo in movimento insieme a molte associazioni locali, hanno dato vita, lo scorso 14 settembre presso il Parco Baronchelli di Gavardo, alla festa “SCONFINATAMENTE” , un pomeriggio per aprirsi alla diversità.

Dalle ore 17 e per tutto il pomeriggio il parco si è riempito di musica e colori, in un clima di totale convivialità, molti i cittadini Gavardesi e non solo, che hanno deciso di passare qualche ora tra gli stand allestiti nel parco.

Il filo conduttore di tutto il pomeriggio è stato quello dell’inclusione, del confronto e del dialogo tra culture ed esperienze di vita, con l’obbiettivo di sensibilizzare alla tolleranza, perché è solo con il dialogo e la condivisione che è possibile conoscersi ed abbattere le barriere del pregiudizio.

Numerose le vissute e significative testimonianze che si sono alternate sul palco, intervallate da momenti musicali e performance teatrali.

Sempre di grande coinvolgimento è stato il momento del  circle drums e del gruppo Mexico lindo y Querido che con i loro ritmi hanno dimostrato, ancora una volta, di quanto il potere della musica unisca tutte le culture.

La serata si è conclusa con l’intrattenimento musicale dei “Si può fare band”, che hanno dimostrato come sia possibile guardare oltre le barriere della disabilità  offrendo opportunità di realizzazione nell’ambito musicale con un progetto ideato e diretto  da Davide Zubani; la performance musicale di questi ragazzi è stata carica di energia positiva che è riuscita a coinvolgere tutti.

Un ringraziamento particolare va agli Scout Gavardesi, Cooperativa Co.Ge.S.S. (che ha anche curato il buffet), Cooperativa Area, la Rosa e la Spina e Andrea Giustacchini per le performance teatrali e gli interventi  poetici, A.I.F.I. Saint Marcel, Amici dei bambini, Aid for Education, Associazione insieme per un sorriso, laboratorio DADANI,  Rio de Oro Gavardo Onlus, Shaina per i suoi fantastici henné e tutti quelli che in qualsiasi modo hanno partecipato offrendo il proprio tempo per la riuscita di questa bellissima iniziativa.

“Non giudicare  sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per conoscerlo”

Con questo pensiero ringraziamo tutti nuovamente e vi invitiamo a seguire le nostre prossime iniziative.

SCONFINATAMENTE!

Gavardo in movimento invita tutti a partecipare all’evento “SCONFINATAMENTE ”

sabato 14 Settembre

presso il Parco Baronchelli di Gavardo (Viale Ferretti), che quest’anno vede la collaborazione e partecipazione di numerose associazioni e cooperative sociali.

Una giornata per stare insieme a divertirsi, giocare, parlare e riflettere.

Una festa per aprirsi alle diversità.

Nella locandina potete trovare il programma della giornata!

Assoluta contrarietà all’impianto di Gavardo: le amministrazioni facciano pressione!

Recentemente il presidente della Provincia Alghisi è ritornato sul problema scottante del depuratore del Garda, affermando che lo si deve fare e lo si farà a Gavardo. Il BresciaOggi dell’8 giugno titola: Depuratore, Alghisi tira dritto: «L’impianto sul Chiese si farà».

Condividiamo e pubblichiamo le considerazioni che il Comitato Referendario acqua pubblica di Brescia ha espresso proprio in risposta alle esternazioni di Alghisi”

Leggi il comunicato stampa completo

Gavardo 25 aprile 2019

25 aprile, anniversario della Liberazione. Una giornata per ricordare, con la consapevolezza oggi più avvertita e una coscienza più adeguata ma sempre vivissima di quel che ha significato la stagione drammatica consumatasi in Italia tra il settembre 1943 e l’aprile del 1945. Per rammemorare che combattere e morire nella certezza di un’Italia più giusta e civile, affidandosi alla speranza di generazioni successive capaci di vivere e lottare per un paese migliore, fu l’alto significato che uomini e donne, che oggi qui ricordiamo nel 74mo anniversario della Liberazione, assegnarono alla propria esistenza.
I decenni trascorsi da quegli eventi ci dispongono ad una riflessione più serena e pacata, ma non per questo meno ferma, circa vicende la cui memoria non può essere rimossa. E non solo per riscattare e confermare quelle speranze o per ricordare quanti si dimostrarono così confidenti nella vita, nella forza della vita, che accettarono di scommettere la propria esistenza per l’Italia democratica, per le ragioni più alte, che la vita rendono nobile e degna.
C’è infatti un passato che non può e non deve passare, pena il rischio del suo ritorno e l’abolizione di ogni possibile futuro. Oggi noi ricordiamo quei giorni con una cerimonia sobria, come deve essere, che non abbisogna di clamori o di altisonanti propositi, ma che resta vera e preziosa, nel giorno in cui si festeggia il ricordo della fine della seconda guerra mondiale e, più propriamente, della liberazione dal giogo nazi-fascismo. Ma non dimentichiamo quei nomi e quei volti strappati all’affetto dei famigliari e alle comunità di appartenenza, il loro affidarsi ad un gesto di impegno e di ribellione morale.
Fu questa la condizione esistenziale, la verità tragicamente vissuta da molti giovani, per una scelta di campo in cui poteva bastare un nulla, un passo falso, un impennamento dell’anima, e ci si trovava dall’altra parte. Ma ebbero il coraggio di affermare essere un delitto, una diserzione, l’idea che per sopravvivenza o comodità si potessero perdere le ragioni della verità della vita.

E’ dunque giusto nutrire, oggi, sentimenti di cristiana pietà e laica commiserazione nei confronti dei morti di tutte le parti, di tutti coloro che persero la vita nella guerra di Liberazione. Lo facciamo oggi per Gavardo, abbracciando tutti coloro che in quelle drammatiche stagioni persero la vita.
Penso alla sera del 4 marzo 1945 quando a Provaglio Valsabbia sono uccisi alcuni partigiani, fra i quali il gavardese Teodoro Copponi 19 anni non ancora compiuti. Non sono i nazisti a ucciderlo con gli altri, ma i militi italiani della terza compagnia del Battaglione mobile camicie nere. Teodoro Copponi, di Giuseppe e Guerra Anna Maria, era nato a Gavardo il 7 marzo 1926, celibe, due fratelli, calzolaio, provvisto di licenza elementare; non aveva prestato servizio militare. A lui viene concessa la Croce di Guerra con la seguente motivazione: “Rimasto accerchiato con il proprio reparto nel corso di un duro rastrellamento avversario, si batteva eroicamente anziché tentare la fuga, fino all’esaurimento delle munizioni. Catturato, torturato e condannato a morte, cadeva per la libertà della Patria”.
Qualche mese prima, il 26 agosto 1944 era stato fucilato a Presegno il partigiano Amerigo Bagozzi, di Paolo e Tarolli Olimpia, di 20 anni residente a Soprazzocco di Gavardo, celibe, due fratelli, studente, e non aveva prestato servizio militare. Aveva aderito diciannovenne, nell’aprile del 1944, alla brigata Fiamme Verdi “Giacomo Perlasca”, operante in alta Valle Sabbia. Venne sorpreso durante un rastrellamento con il gruppo comprendente Tita Secchi nell’estate del 1944 e ucciso come detto il giorno 26 agosto.
Il 26 aprile 1945 muore anche Giuseppe Anderloni. Così ricordano i documenti: “Nel pomeriggio di detto giorno 26 aprile venne attaccata una colonna tedesca in ritirata sulla strada Gavardo-Bostone. Raccolti sulla strada tre tedeschi morti mentre gli automezzi attaccati proseguivano con morti e feriti. Furono abbandonate, nello scontro, dal nemico 5 autoblinde. Rimase gravemente ferito trovando poi morte per la libertà della patria Anderloni Giuseppe che lascia la moglie e una piccola bambina”.
La guerra è la vera tragedia. Ricordando che non esiste una guerra giusta, ma solo una guerra che provoca sofferenze, lutti, distruzioni, come per il tragico bombardamento del 29 gennaio, come per chi fu incarcerato ingiustamente, o ha perso la vita combattendo.
E allora ricordo in questa giornata quanti furono ingannati, cedendo per paura o per bisogno di un salario nei tempi della fame. Sono morti per ragioni opposte ai partigiani, credendo in una dittatura senza democrazia, senza futuro, nella quale ancora oggi qualche esaltato vergognosamente si riconosce. Accanto ai partigiani trucidati dai nazi-fascisti ed ai soldati prigionieri nei Lager tedeschi, rinchiusi dopo l’8 settembre 1943, qualche gavardese milita pure nelle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, trovandovi la morte. E’ il caso di Cesare Valperta, nato a Gavardo l’8 giugno 1924 da Agostino, marò della X Mas di Junio Valerio Borghese, ed appartenente al reparto Autocentro Divisionale. Valperta morirà in combattimento a Correggio (provincia di Reggio Emilia) l’8 aprile 1945, a pochi giorni dalla fine della guerra.
Un altro caduto gavardese è Giovan Battista Poletti, bersagliere della Divisione alpina “Monterosa” ed appartenente al 1° Gruppo esplorante divisionale. Era nato a Gavardo l’1 aprile 1922: Poletti si spense alle ore 17 del giorno 28 marzo 1945 in seguito a ferite d’arma da fuoco infertegli nello scontro di Borzonasca, provincia di Genova. E’ sepolto a Rivarolo Mantovano.

E’ pur vero, tuttavia, ed innegabile, che tutte le vite e le tragiche morti sono in realtà diverse, che non si può accettare confusione di sorta tra responsabilità degli oppressori ed innocenza delle vittime, tra chi è caduto per la libertà e chi invece per la dittatura.
Offuscare, o, peggio, rinunciare a questo elementare criterio di giudizio significherebbe sottrarci ad ogni possibile misura del passato, privarci di un fondamentale riferimento morale, sottoporre il primato dell’etica alle alterne vicende della politica, al succedersi di vincitori e di vinti.
Il fascismo fu una tragedia perché imprigionò ed uccise i suoi avversari, perché costrinse all’esilio gli oppositori, perché sciolse i partiti ostili al regime ed abrogò la libera stampa, perché perseguitò gli ebrei e si macchiò della responsabilità di contribuire agli orrori dell’Olocausto, perché trascinò l’Italia nella rovinosa avventura della guerra. Ancora: rappresentò una tragedia perché spinse giovani italiani ad imbracciare le armi, a combattere, a morire per liberare il Paese dall’occupante tedesco, perché costrinse cittadini di una stessa nazione ad odiarsi e ad annientarsi in una devastante guerra civile.
Una persona uccisa è una vittima. Il sangue di tutti gli uomini ha lo stesso colore. La storia, tuttavia, non ci consente di fermarci a questa pur certa verità. Ci costringe ad andare oltre, a guardare alle ragioni delle cose, a capire il senso degli eventi. Nessun patteggiamento è possibile o giustificabile: essa ha già espresso il suo irrevocabile giudizio, ha già distinto per sempre le responsabilità delle parti, i torti e le ragioni.
La ricorrenza del 25 aprile, pena la sconfitta di una perdurante vitalità, non può dunque ridursi ad una occasione in cui si celebra o si elabora un lutto. L’impegno deve essere invece rivolto a riaffermare il significato, a consegnare il nostro cammino ai valori imperituri dell’antifascismo, della Resistenza, del rifiuto della violenza e della ricerca della pace. Quei giovani preferirono la vita di ribelli ed andarono alla morte attingendo insieme, pur provenendo da ambiti diversi, da un’ispirazione che li aveva portati a riconoscersi pur attraverso esperienze diverse e a lottare uniti.
La lotta di Liberazione nazionale non può, né deve essere rimossa, dai pilastri su cui si regge la Repubblica. Essa ha rappresentato un’insopprimibile stagione fondativa, ponendo le basi etiche e politiche per lo sviluppo democratico del Paese, per una pacifica, operosa convivenza associata.
L’Italia ha bisogno di ritrovare le sue radici profonde, di rafforzare un’appartenenza, di riscoprire la propria identità di Nazione intera e indivisibile, di confermare il senso del proprio atto di nascita, di riassaporare il valore della democrazia, dell’accoglienza, della generosità. Quest’ultima ha potuto affermarsi grazie alla lealtà politica, allo spirito di sacrificio, alla passione civile e morale di uomini che si riconobbero in una comunanza di storia e di destino, nonostante la differenza ideale.

Le motivazioni che spinsero quegli uomini a sacrificare, in molti casi, la propria vita per i principi di giustizia, libertà, democrazia possono e – per quanto mi riguarda – debbono indirizzare per l’oggi e per il domani le nostre azioni. Questo credo sia il senso umile e discreto di questa giornata: dalla memoria del passato abbiamo assoluto bisogno per rafforzare l’ispirazione del nostro impegno nel presente, contro ogni violenza e prevaricazione, contro ogni forma di illiberalità antidemocratica.
Perché ciò che è accaduto è ciò che potrebbe ancora accadere. Bisogna difendere i valori di libertà, come intendiamo riaffermare oggi. Non la libertà facile, la libertà della sola pretesa, la licenza o l’arbitrio, ma la libertà dell’assunzione di responsabilità che deriva dall’insegnamento di quanti lottarono contro il nazi fascismo, per un’Italia libera e democratica.
Valori per poterci dire pienamente cittadini italiani ed europei.

Marcello Zane

“Insieme per Gavardo”

Ieri sera all’auditorium Zane, in una conferenza stampa allargata ai simpatizzanti,  c’è stata la presentazione della lista civica “Insieme per Gavardo” e del  candidato sindaco Davide Comaglio. Nel corso della serata, che ha registrato una nutrita partecipazione, il candidato sindaco e i rappresentanti dei vari gruppi che sostengono la lista hanno spiegato le ragioni e le motivazioni che li hanno spinti a dar vita a questo progetto. Progetto a cui partecipa anche Gavardo in movimento. Pubblichiamo qui sotto l’intervento del nostro rappresentante Silvio Lauro.

Intervento di Silvio Lauro, portavoce di Gavardo in movimento alla serata di presentazione della lista “Insieme per Gavardo – Davide Comaglio sindaco”.

Noi di Gavardo in movimento abbiamo deciso di partecipare a questo progetto, alla costruzione cioè di un programma e di una lista alternative, chiaramente alternative alla maggioranza e alle forze politiche che hanno governato a Gavardo in questi ultimi anni. Siamo convinti che Gavardo ha bisogno di una svolta, ha bisogno di dotarsi di una maggioranza solida, credibile, onesta, competente, preparata che provi a risollevare le sorti di questo nostro comune che sono cadute così in basso.

Abbiamo avuto un sindaco che è stato condannato per abuso d’ufficio per fatti commessi come sindaco del nostro comune e he ha subito un’altra condanna anche per altri reati commessi come funzionario nel comune di cui era dipendente. Sindaco che tardivamente, molto, troppo tardivamente ha deciso di dimettersi (e solo per fare un dispetto ai suoi compagni di maggioranza) e che in tal modo ha messo il comune in una situazione davvero poco felice, condannandolo al commissariamento, un lungo commissariamento, quasi un anno, E questa non è una cosa certamente positiva perché significa togliere ai cittadini la possibilità di governare, di decidere, di fare le scelte relative alle questioni che li riguardano direttamente, che riguardano il loro comune; il tutto ovviamente attraverso i loro rappresentanti democraticamente eletti. Adesso c’è un commissario che decide in maniera totalmente autonoma senza un dibattito, senza un confronto con nessuno né con i cittadini né con i gruppi che li possono rappresentare in consiglio comunale.

Questa è la situazione in cui ci troviamo. Gavardo in movimento è convinto che è assolutamente necessario superare positivamente questa situazione, con un radicale cambio di rotta. Ed è per questo che da tempo stiamo lavorando per andare verso questa direzione per realizzare questo obiettivo, per raggiungere questo risultato. In questi ultimi due anni abbiamo fatto un percorso di confronto e di verifica con gli altri gruppi: un percorso che non è stato certamente facilissimo, un po’ accidentato, con qualche momento di oggettiva difficoltà. Alla fine del percorso abbiamo però convenuto, abbiamo ritenuto che ci fossero le condizioni per contribuire a creare qualcosa di alternativo. Una lista, come è stato più volte detto, civica, costruita a partire dal supporto, la collaborazione, il contributo dei due gruppi che hanno fatto l’opposizione in comune in questi ultimi quattro anni, Gavardo in movimento e Gavardo Rinasce; ma anche con il contributo di altri gruppi, a partire da quelli che hanno dato vita a Gavardo Rinasce qualche anno fa, e di altri ancora qui rappresentati stasera.

Ma noi pensiamo che sia altrettanto necessario e importante che la lista sia allargata ad altre figure, ad altre persone, a cittadini gavardesi rappresentativi, rappresentanti di quella che normalmente viene definita la società civile; che non fanno parte o riferimento in maniera organica a partiti o gruppi consolidati ma che possono portare un contributo significativo alla costruzione e soprattutto alla attuazione del programma di questa lista civica. Una lista variegata quindi, composta da tante sensibilità, anche diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di lavorare insieme per provare a cambiare volto al nostro paese.

Cambiare nel modo di amministrare, nelle scelte che vengono fatte, che devono essere sempre orientate al bene del comune e della collettività, (sembra una banalità ma negli ultimi anni non è sempre stato così), nei rapporti con i consiglieri e le minoranze, nel favorire la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, della società civile nelle scelte che li riguardano.

Queste le principali motivazioni principale che stanno alla base della nostra scelta. Ma in questa scelta ha contribuito anche l’esperienza che abbiamo fatto in questi anni in Consiglio Comunale. Un’esperienza che è stata importante, significativa, utile e istruttiva pur con tutte le difficoltà che ha comportato svolgere il compito di consiglio comunale di minoranza. Un’esperienza caratterizzata anche da un positivo rapporto di collaborazione con l’altro gruppo di opposizione, Gavardo Rinasce. Pur mantenendo ognuno la propria identità, la propria caratterizzazione (siamo e saremo comunque diversi, non siamo la stessa cosa) abbiamo però collaborato, in maniera seria significativa, con stima e rispetto reciproco, su molte questioni: la fonderia, la cava in Tesio, il regolamento per il referendum, solo per citarne alcune.

Le modalità con cui abbiamo lavorato con loro in questi anni è un latro elemento che ci ha portato e ciò ci ha portato a pensare sempre di più che fosse possibile pensare di lavorare insieme in maniera più organica, partecipando ad un progetto comune. P

Per questo siamo qui: perché noi di Gavardo in movimento ci siamo con Davide Comaglio e con Insieme per Gavardo; ci siamo, insieme con tutti gli altri amici qui presenti, convinti che, insieme, possiamo farcela.

TAV, Grandi Opere e…TV

Da più mesi stiamo assistendo ad una campagna mediatica sul tema della (o del?) TAV (Lione_Torino). Con un primo piano l’estenuante tira e molla tra la Lega e il Movimento 5 stelle su «Tav sì, Tav no».
Quasi tutti gli organi di stampa si sono arruolati, armi e bagagli, nel fronte sì TAV. Le televisioni tutte, senza eccezione alcuna.

C’è stata la famosa ABC (Analisi costi-Benefici) voluta dal governo con annessa valutazione degli eventuali costi in caso di rinuncia alla TAV.

Avete forse visto una trasmissione che illustrasse i risultati di questa Valutazione? O anche solo mettesse in confronto  le diverse posizioni?  Niente di tutto questo.

Il messaggio che è passato è ben altro ( a parte di tacciare di incompetenza i grillini…).

La TAV si deve fare per il bene dell’Italia, perché deve ripartire l’economia (è dal 2008 che deve ripartire …), bisogna far ripartire le Grandi Opere (c’è chi ha tirato fuori di nuovo lo Stretto di Messina!), sbloccare i cantieri fermi (tutti per colpa della TAV? e poi quali cantieri? Non è dato di sapere).

Chi è contro la TAV è contro il progresso e il bene dell’Italia. Punto e basta.

Una campagna martellante, ben orchestrata, che vuol fare diventare senso comune il fatto che l’unica opzione sia fare la TAV e tutte le Grandi Opere, a tutti i costi.

Per fortuna nella società ci sono ancora forze, intelligenze e saperi che si oppongono a questa deriva.

E si trovano domani 23 Marzo a manifestare a ROMA, per dire che quella strada è sbagliata, che le priorità del paese sono ben altre.

Ai nostri lettori vogliamo dare l’opportunità di vedere questa altra faccia della medaglia, non solo quella dei poteri forti. Per poter riflettere e farsi un’opinione propria.

Con due articoli usciti su Il Manifesto.

Il primo di Guido Viale che ricorda che cosa sia effettivamente questa TAV Lione-Torino.

Il secondo di presidente di Lega Ambiente Stefano Ciafani che mette in evidenza quali siano le “Grandi Opere” di cui ha veramente bisogno il nostro paese.

Buona lettura.